La poesia e la funzione Zero

di Dante Petricca

“Scrivere, dice Fortini, è necessario anche se apparentemente sembra inutile: il dibattito nella comunità è ormai sopito; oppressore e oppresso vivono l’uno accanto all’altro; addirittura, scrive, “l’odio è cortese” e non si sa più di chi sia la colpa. Eppure, compito del poeta è vigilare e testimoniare su quello che accade dentro e fuori gli uomini, per dare loro consapevolezza, per aiutarli a comprendere dove si trovano in quel preciso momento e verso cosa stanno andando. Fortini, avverte il lettore: “La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.” Quindi, il vero mutamento che compie la poesia, sembra dirci, è dentro l’uomo, non fuori di esso“.

http://poesia.blog.rainews.it/2019/04/qual-e-la-funzione-della-poesia-oggi/

Alla luce di questo, ritengo che la poesia oggi non sia più uno strumento di insegnamento e guida, come magari era nel passato. Ora sembra nient’altro che un passatempo più o meno divertente, con l’unico scopo di intrattenere il lettore con riferimenti vari, anche perché con l’avvento della tecnologia è cambiato il modo di concepire le informazioni.  

Per questo lo scrittore deve far in modo di appassionare chiunque legga la poesia, per farlo continuare a leggere grazie anche all’inserimento di parole “chiave” che l’autore scrive di proposito per esprimere una sensazione, uno stato d’animo, che incuriosisca appunto chi legge.

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