Parola al Preside

di Flaminia Aleandri

Il preside ci spiega l’Aldo Moro

Il nostro preside, Giovanni Luca Barbonetti, pratica il suo lavoro nel nostro istituto da 12 anni e ha il ruolo di pubblico ufficiale che si occupa di gestire, amministrare e coordinare le attività che si svolgono all’interno della scuola.

In un’intervista il Preside ci ha elencato i pregi e i difetti della nostra scuola.

Uno dei grandi pregi sono i laboratori. In questo senso il preside dichiara che, avendo lavorato anche in altre scuole dello stesso tipo, sono buoni e tenuti bene.

Un altro pregio è rappresentato dall’integrazione tra i diversi istituti, cioè ITE, ITT, IPSASR. Tale integrazione che coinvolge i docenti, le diverse componenti della scuola, il personale ATA, la segreteria, potrebbe essere maggiore e potrebbe andare al di là di ciò che normalmente succede.

In tal modo si potrebbe anche realizzare una maggiore collaborazione con l’ente proprietario dell’edificio.

I difetti che ci ha elencato riguardano, invece, la scarsa partecipazione da parte della provincia nella manutenzione dell’edificio che sarebbe da risistemare. Ciò dovrebbe essere completamente a carico della Provincia.

Sul piano degli studi qualcosa bisognerebbe cambiare, più che altro a livello di metodologia del sistema di valutazione, in cui dovrebbe essere presente una maggiore trasparenza. Infatti gli studenti dovrebbero avere a disposizione gli strumenti per progredire nell’apprendimento in maniera permanente.

Alla fine tutto potrebbe funzionare meglio però i limiti ci sono: di soldi, di struttura; ma avendo visto le scuole di Roma e Rieti mi lamento di meno, sopratutto per il funzionamento dei laboratori.

Il preside risponde agli scioperi e alle occupazioni in questo modo:

A volte la protesta da parte degli studenti è utile. Su alcune cose è stata utile ma sull’occupazione non sono d’accordo, anche perché ormai è diventata una routine pre-natalizia, quindi nessuno ci fa più caso. Invece quello che servirebbe, e sono veramente d’accordo, è quando le forme di protesta coinvolgono i genitori, quando si riuniscono in manifestazioni che vengono fatte là dove serve. Allora sì che è giusto che gli studenti protestino e che partecipino alla vita della scuola. Così, il più delle volte, le istanze vengono ascoltate, sopratutto se partecipano i genitori, nel limite del possibile ovviamente.

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