Umaris

di Rinaldo Enos Corvasce

Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori.

Questa era la frase preferita del mio trisavolo Redrick Percyval Ridingthon, “l’uomo dello spazio”, com’era stato nominato il fondatore della nostra civiltà; ma iniziamo con calma.

Mi chiamo James Arthur Ridingthon, sono il 16° Memoria della splendente civiltà degli Umaris e sono qui per raccontare ai giovani Umaris la storia della nostra terra, del nostro grande fondatore e di tutte le guerre che abbiamo affrontato.

Redrick naque nel 2003 nello stato del Mulino nell’Europa Africana. Passò tutta la sua infanzia a studiare le stelle; e quando crebbe divenne un famoso astronauta, fece tante missioni ed ebbe tantissima fama, fino alla sua ultima missione, la decisiva.

Si trovava nell’astronave Ermes B-1, una nave mondiale, insieme alla sua squadra, per provare a creare una città vivibile sul pianeta rosso.

Dovevano rimanere lì per 10 giorni, appunto solo per provare, ma improvvisamente accadde qualcosa di letteralmente impensabile. Mentre Redrick si trovava davanti al binocolo intento a osservare la Terra in lontananza, il suo cuore quasi si fermò alla vista di un enorme asteroide che si schiantò a velocità sulla Terra distruggendola e perforandola da entrambi i lati.

Da quel momento in poi la squadra dell’Ermes B-1 era da sola e nessuno la poteva più salvare.

Redrick aveva paura, si sentiva in qualche modo in colpa e, traumatizzato, voleva fare qualcosa.

Così tutti insieme si misero a lavoro per vivere in quella città di prova, cominciarono a coltivare su quel terreno, presero l’energia di cui avevano bisogno dal Sole e l’acqua di ghiacci spaziali. Si riprodussero e crebbero creando un grande popolo, ma non bastava, Redrick voleva ancora fare di più… voleva tornare sulla Terra, ma sapeva che nessuno lo avrebbe seguito e per questo era tormentato da “astratti furori”. Molte giornate le passava a cercare di convincere gli altri e a costruire strumenti e macchine e così anche quella notte. Era davvero disperato.

Un giorno però accadde qualcosa che lo stupì grandemente, mentre stava cercando segnali radio provenienti dallo spazio ne intercettò uno proveniente dalla Terra. Finalmente, era riuscito a trovare un pretesto per tornare lì, scoppiava dalla felicità.

Così prese una piccola squadra e scese sulla Terra, che ormai era un enorme cratere nello spazio. Quando arrivarono furono accolti dall’unica civiltà ostile presente su quel pianeta, “l’Autorità”. Erano uomini mezzi robot con uno strano spirito omicida, che scatenarono la più grande guerra spaziale mai vista.

Noi non eravamo pronti per la guerra, così subimmo grandi perdite.

Soprattutto per le nostre diversità linguistiche che non ci permisero di comunicare con loro.

Passarono molti anni, il nostro  popolo si poteva contare su un centinaio, mentre l’Autorità oramai era quasi su tutto il sistema solare. Avevano astronavi gigantesche e armi potentissime, impossibili da sopraffare.

Nel frattempo Redrick aveva trovato il suo amore in una bellissima donna, Laya Furus, insieme ebbero tanti figli e furono molto felici insieme, per quanto gli Umaris fossero quasi come schiavi. Ma, grazie all’aiuto e il sostegno di sua moglie e dei suoi più fidati amici Redrick trovò un modo per avere la meglio sull’Autorità.

Conquistarono una delle astronavi che portava le provviste al loro esercito lasciandoli senza viveri, e poi, basandosi sulle armi dell’Autorità crearono le loro riuscendo così a prepararsi. Allora iniziarono una grande guerra che ebbe perdite da entrambi le parti e tra queste anche Redrick che morì in una grande esplosione, non venendo così mai più ritrovato.

Molti lo piansero, la sua famiglia e gli amici, ma ciò però non fermò il conflitto che andò a favore degli Umaris che sconfisse l’Autorità e la segregò sulla Terra, così da distruggere tutte le sue colonie sugli altri pianeti.

Gli Umaris furono finalmente vittoriosi, si ripresero la loro casa e ricominciarono ad ampliarsi, infatti presero esempio dall’Autorità e si espansero non solo sul pianeta Rosso ma anche sugli altri. E così si svilupparono gli Umaris della tempesta che vivevano su Giove, quelli del deserto che erano su Marte, quelli dell’acqua che si trovavano su Nettuno ecc.

Svilupparono anche nuove tecnologie come armi e armature al’avanguardia e cupole di vetro sopra le città, formate dal Korundug, un vetro 10 volte più resistente di qualsiasi metallo, che garantiva protezione ai suoi abitanti e ossigeno a quantità quasi illimitate.

Un secolo dopo gli avvenimenti dell’Autorità, gli Umaris erano ormai una delle più grandi potenze spaziali. Con il passare del tempo esplorarono nuovi mondi trovando migliaia di nuove razze aliene intelligenti che fecero nascere alleanze, e così, Jean Jacques Ridingthon, il figlio maggiore di Redrick, creò un intero sistema solare artificiale denominato Sovrest.

Sovrest avrebbe avuto il compito di unificare molte, se non tutte le razze, nei nove pianeti artificiali creati per la vita e per gli scambi commerciali. Erano come grandi punti d’incontro dove non esistevano le diversità etniche e sociali. Ci vollero 30 anni per costruirlo, molti….per le tecnologie di quell’epoca, e fu impiantato vicino alla stella blu Sovrest distante all’incirca 3050 anni luce dal sistema solare Marziano.

Fu proprio in uno di questi pianeti, Oesys, che si sviluppò una delle più grandi piaghe aliene mai viste. Un gruppo di Creesar, alieni originari di Creerion, durante uno scambio di minerali e materiali altamente preziosi, portarono dal loro pianeta un virus chiamato Chaosiu.

Questo virus, che era molto intelligente, si modificava ed evolveva in continuazione, riuscendo così a infettare molti individui in poco tempo. Lo stadio del virus era diviso in tre parti: il primo stadio portava al individuo infetto la sensazione di sentire strane voci nella testa e che li portava a compiere atti impensabili, il secondo stadio portava alla cecità e alla perdita delle capacità cognitive e muscolari del individuo e infine il terzo stadio portava alla crescita del virus nella parte celebrale dell’infetto, al controllo da parte del virus di quest’ultimo e alla mutazione genetica e corporea dell’individuo. Infatti, al terzo stadio, la bocca dell’organismo si sigillava, i suoi polmoni si trasformavano in branchie bigassose, le ginocchia rientravano e gli occhi rimanevano cechi dopo il secondo stadio.

Milioni di esseri viventi diventarono degli Infetti, costringendo così Jean a prendere dei provvedimenti. Chiuse Oesys, che era alla base dell’infezione, insieme a tutti gli Infetti reperibili e si cercò di studiare il virus che era sempre in continua mutazione ed evoluzione per trovare una cura, ma non funzionò.

Gli Infetti riuscirono a scappare distruggendo e infettando gli altri pianeti. La cosa più strana era che tutti si muovevano in branco, come se seguissero un capo, il Virus. Sovrest fu chiusa lasciando così quei pianeti in mano agli Infetti per due lunghi anni, fino a quando Crukn Blasyus Ridingthon, l’unico figlio di Jean, riuscì a trovare una cura efficace per il Chaosiu.

Purtroppo però, per gli Infetti di Sovrest non c’era molto da fare. Il virus si era evoluto talmente tanto che non c’era più niente da fare. Così bombardarono i pianeti distruggendo qualunque forma vivente e, per ben 1600 anni, ci fu un grandissimo lavoro di sterilizzazione dei pianeti, così da fare rinascere ogni tipo di vita commerciale e sociale.

In quegli anni nacqui io. Gli Umaris per tutto quel tempo riuscirono a creare tecnologie che andavano oltre l’immaginazione, come per esempio i portali a spaziatura. Erano dei portali usati per i viaggi interspaziali, che utilizzavano una tecnologia che permetteva di piegare lo spazio e il tempo, così da unire grandi luoghi in grandi distanze e in poco tempo.

Riuscimmo così a esplorare ogni angolo del nostro infinito universo, conquistando, colonizzando e civilizzando nuovi pianeti. Molti erano scettici con questo tipo di espansione, dicevano che ci saremmo fatti solo nuovi nemici, ma purtroppo nel nostro caso i nemici erano sempre vecchie ombre.

Infatti nel 5260 Marte, capitale degli Umaris, subì un attacco terroristico da parte dell’Autorità, che con gli anni e i secoli aveva sviluppato tecnologie ancora superiori alle nostre, riuscendo così ad assoggettare l’intero pianeta.

Da quel atto scoppiò un enorme e devastante guerra ancora oggi in atto, fatta di sacrifici, di alleanze e di dolore.

Mi chiamo James Arthur Ridingthon, sono il 16° Memoria della decadente civiltà degli Umaris, e questa era solo una parte della “nostra” grande storia.

Tutti i diritti di questo testo appartengono a Rinaldo Enos Corvasce

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