Ungaretti: notte, sera e mattina

di Hermes Pedone

Le tre poesie che mi hanno colpito di più di Giuseppe Ungaretti sono “Notte di maggio”,”Stasera” e “Mattina”. Credo che siano delle poesie molto particolari, soprattutto per lo stile con cui le ha scritte.

Queste tre sono poesie che, a mio parere, hanno molto a che fare con la vita e la poetica dell’autore. Fanno parte della raccolta “L’allegria”, precedentemente chiamata “L’allegria dei naufragi” ed all’origine “Il porto sepolto”, ho toccato tre delle cinque sezioni in cui è divisa la raccolta, rispettivamente “Ultime”,”Il porto sepolto” e “Naufragi”.

Notte di maggio

“Il cielo pone in capo

ai minareti

ghirlande di lumini”

La prima è “Notte di maggio”, la poesia è stata scritta prima della guerra ed è, a mio parere, una poesia che trasmette buon umore, trasmette fede, perché parla dei minareti che sono quelle torri che si trovano nelle moschee, le quali a loro volta servono a richiamare alla preghiera coloro che credono in Allah.

Quando leggo questa poesia penso sicuramente ad un paesaggio notturno, ad una sera primaverile, quindi fresca… un cielo stellato che il poeta inserirà tramite la figura retorica della “personificazione” poiché appunto “pone” le sue stelle, le “ghirlande di lumini”, attorno a queste alte torri., Iinfonde in me un senso di tranquillità e rilassamento. 

Stasera

“Balaustrata di brezza

per appoggiare stasera

la mia malinconia”

La seconda è “Stasera”, essa viene composta nel 1916, in piena Guerra Mondiale. Ciò che caratterizza questa poesia è proprio l’esperienza della guerra che Ungaretti esprime anche in altre poesie, il dolore che essa provoca, ma anche la tensione di vita, tipica di episodi drammatici (come appunto, la guerra).

In questi tre versi si riesce benissimo a percepire lo stato d’animo predominante del soldato in trincea, ovvero la malinconia, sentimento che prova il poeta come i soldati di sera, durante quell’ inquietante quiete che vige in un momento di “pausa” durante la guerra.

Quando ho letto questa poesia sono riuscito subito a calarmi nel personaggio, mi è venuta in mente l’immagine del fronte, infatti la balaustra richiama in qualche modo lo spazio limitato in cui i soldati devono passare il loro tempo. Inoltre la poesia richiama una sorta di confronto con se stessi, che è anche uno dei temi caratterizzanti dell’“Allegria”. Infatti si realizza una identificazione tra il poeta ed il suo sentimento. Il poeta cerca nella balaustra un appoggio con il quale può abbandonare il suo senso di malinconia e quindi cercare un barlume di speranza durante il tragico periodo che sta vivendo.

Mattina

“M’illumino

d’immenso”

Ho voluto lasciare questa poesia per ultima, per il semplice motivo che è quella che veramente mi ha colpito più di tutte, e penso che sia l’unica poesia che mi abbia mai fatto riflettere tanto.

Sono letteralmente tre parole, ed è per questo che mi affascina in questo modo, perché volevo cercare il senso predominante in questa frase.

Questa poesia è sottovalutata da molti e non tutti le danno le giuste attenzioni che merita. Composta da due figure retoriche, la consonanza e la sinestesia, “Mattina” è una poesia molto profonda.

Per me “M’illumino d’immenso” ha un gran significato, ossia che: la luce del sole al mattino scaturisce nel poeta, come nella persona, una sensazione che lo porta ad un senso di “immensità”, il poeta si sente vivo e parte della natura.

Lo stato d’animo che mi ha fatto provare lo potrei definire anche magico. Questa poesia rappresenta in tutto e per tutto il risveglio mattutino ed una fortissima speranza nonostante le disgrazie che porta la guerra.

La raccolta “Allegria” rappresenta una sorta di diario, uno spazio in cui scrivere durante la guerra ed i temi che tocca sono chiari al completamente: l’esperienza della guerra, il senso di precarietà, l’attaccamento alla vita, la fratellanza umana, i ricordi dell’infanzia e la natura come specchio dell’animo del poeta.

Inoltre sono presenti anche delle innovazioni stilistiche introdotte da Ungaretti stesso, e sono: l’abolizione della punteggiatura, il rifiuto del registro aulico e delle forme metriche tradizionali, infatti scrive a versi liberi, e lo sconvolgimento della sintassi.

Con Giuseppe Ungaretti mi sono immedesimato nella lettura ed ho colto molti significati, tra i quali quello della guerra e la speranza con cui lui cerca una salvezza durante quel tragico periodo.

***

L’elaborato è frutto del lavoro di didattica a distanza proposto nell’ambito dello studio di Giuseppe Ungaretti.

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