Carter, Hobs e la piccola Ginny

di Lorenzo Abadelli

Prima di andare a dormire la piccola Ginny chiese al padre di raccontargli una storia e lui gli raccontò una vicenda che gli capitò negli ultimi mesi prima di andare in pensione.

A distanza di mesi dalla fine del conflitto armato tra gli inglesi e i tedeschi – gli inglesi ebbero la meglio sui tedeschi – il generale Hobs, ormai prossimo alla pensione, organizzò un mega rinfresco nella sua base per omaggiare la vittoria e la fine di una carriera gloriosa. A quella festa furono invitati anche soldati tedeschi che contribuirono alla pace fra le due nazioni e alla fine della guerra.

Al rinfresco arrivarono tutti. Tra i soldati tedeschi c’era un agente donna dal nome sconosciuto, scortata dagli altri soldati tedeschi, di cui però si conoscevano i nomi. Come omaggio per la fine della guerra portarono ai soldati inglesi una birra artigianale, un segno per porre fine una volta per tutte alla sanguinosa guerra che le due fazioni avevano combattuto. 

Tutti i soldati che avevano bevuto quella birra da un sapore strano, tutto ad un tratto si accorsero della bellezza divina dell’unica donna della festa e iniziarono ad assecondare quello che lei diceva. 

Il soldato Carter, l’unico a non aver bevuto la bevanda alcolica, scoprì da delle ricerche svolte al telefono che quella donna era lì per creare disordine e far combattere, attraverso quella sostanza stupefacente, i soldati tra di loro, fino a poter rimanere lei e suoi soldati immuni a quella sostanza per completare la missione, cioè uccidere Hobs. 

Carter avvertì immediatamente Hobs del perfido piano diabolico messo in atto dai tedeschi lì presenti. Lui decise quindi, grazie alle sue caratteristiche principali – cioè persuasione e astuzia – di fare quattro chiacchiere con la capitana, di cui riuscì a scoprire il nome: si chiamava Sarah Muler…

Hobs si accorse che la piccola Ginny ormai dormiva e decise di fermarsi lì con il racconto della sua ultima avventura vissuta. Prima di lasciare la camera spense la luce e diede un bacetto alla sua principessa di casa e se ne andò chiudendo la porta. Alla Ginny non rimarrà che sognare il finale e farlo crescere con la sua immaginazione.

***

L’elaborato è frutto del lavoro di didattica a distanza proposto nell’ambito dello studio di Matteo Maria Boiardo: riscrittura del brano tratto dall’Orlando Innamorato come se fosse un racconto ambientato ai nostri giorni (era possibile utilizzare anche il dialetto).

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