L’Infinito secondo me

di Matteo Tempera

Classe 4 B
AS 21-22

L’Infinito di Leopardi è senza ombra di dubbio una delle opere più celebri dell’autore e, a parer mio, nella sua semplicità, anche una delle più ardue da interpretare.

Durante la poesia si può percepire il “viaggio” che intraprende Leopardi quando la compone, o meglio quando la pensa. La poesia, infatti, inizia con l’introduzione di un luogo, ovvero “l’ermo colle” a cui l’autore, per qualche ragione è particolarmente legato (può darsi che sia così perché era consueto per Leopardi andare in quel luogo per rilassarsi, pensare, scrivere).

Il viaggio continua e incontriamo una siepe che Leopardi nel testo definisce “selva”, quasi a richiamare la “selva oscura” di Dante; ciò può essere ancora più accentuato dal fatto che tale siepe va, appunto, ad oscurare la visione dell’orizzonte.

Continuando con la lettura l’autore ci porta quasi all’interno della sua mente facendoci partecipi del fatto che – stando fermo a guardare un punto fisso – viaggia con il pensiero fino ad immaginare spazi infiniti e silenzi che l’immaginazione di un uomo non può percepire (interminati spazi […] e sovrumani silenzi) associandoli ad un’immensa quiete, all’interno della quale il suo cuore si smarrisce.

In questa parte del testo si evince quanto i pensieri di Leopardi siano profondi e complessi, ma ovviamente anche poetici e stupendi, poiché l’autore riesce ad immaginare tutto ciò attraverso l’osservazione di un panorama offuscato da una siepe; questi pensieri secondo me sono tanto stupendi e geniali quanto angoscianti e ciò è dettato dal fatto che, proprio come sostiene l’autore, portano quasi a perdersi, se ci si sofferma troppo su di essi.

Andando avanti nel testo si può notare come questo flusso di pensieri venga bloccato dal suono del vento che passa tra le foglie che riporta Leopardi alla realtà, ma allo stesso tempo lo spinge ad associare tale rumore all’infinito silenzio. Ciò lo porta a pensare all’eternità, alle stagioni passate, alla stagione attuale e ai i suoi rumori.

Il testo si conclude con Leopardi che tra queste immensità finisce per smarrirsi eppure, lasciandosi trasportare da ciò, crea nel suo profondo una sensazione di dolcezza.

Secondo me questa poesia è molto particolare e complessa da interpretare, d’altronde si parla dei pensieri di uno dei più grandi poeti italiani e mondiali, a me suscita quasi una sensazione di vuoto che non è né negativa né positiva.

Parlo di vuoto perché davanti a pensieri così grandi, complessi e spontanei, mi sento quasi “piccolo”; però ciò non è negativo perché Leopardi – pur avendo una mente geniale – alla fine è stato un umano come tutti noi e quindi non trovo il motivo per il quale io o altre persone non potremmo avere dei pensieri analoghi, o per lo meno che si avvicinano a quel livello.

La risposta a questa domanda potrebbe essere data dalle condizioni psicofisiche di Leopardi e dalla sua immensa dedizione allo studio, per scappare dalla realtà della sua malattia; però non tutti i più grandi poeti si trovavano nelle sue condizioni, comunque la cosa che hanno in comune tutti loro è che le più grandi opere che hanno scritto non sono mai state composte in una condizione di “felicità” ma sono sempre stati spinti da pensieri negativi o angoscianti, pensieri che poi nelle loro opere, e in particolare nell’infinito, si tramutano in qualche modo in qualcosa di bello e affascinante che funziona come ispirazione per le persone e che, molte volte, riesce anche a tirarle su di morale.

Questo secondo me è lo stesso principio per il quale quando siamo tristi ascoltiamo canzoni tristi che in qualche modo riescono a farci star meglio: ecco, l’Infinito leopardiano ha quel tipo di funzione secondo me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...