Buon DPCM e felice Lockdown!

di Leonardo Fiorvanti, 5 A ITE

Un anno fa arrivò all’improvviso il Covid-19 stravolgendo la nostra quotidianità.

Com’era la vita prima?
Cosa facevo al posto delle videolezioni, videochiamate con amici, pubblicare storie su Instagram sui “ricordi” di eventi passati, guardare tutto il giorno il telefono e la tv?

Ah giusto, vivevo.
Vivevo con spensieratezza, senza la minima idea che un virus potesse toglierci la libertà che ci apparteneva, però devo dire che il letto non era tanto scomodo ed il cornetto a colazione, anche se non come quello del bar, eppure non mi dispiaceva.

 Tutto è cominciato nel mese di Marzo, quando ci venne annunciato che per 15 giorni saremmo rimasti a casa, allora pensai: ”Ah che bello, una vacanza”.

E così di settimana in settimana la vacanza veniva allungata, arrivando al punto che cominciai ad odiarla.

Domeniche passate ad aspettare Conte, divenuto ormai protagonista di una serie tv intitolata: “Il decreto”, sembravano infinite.

Arrivò Pasqua. Il detto dice: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, ma giustamente Conte decise che la prigionia degli italiani doveva continuare e quindi firmò l’ennesimo decreto con la dicitura: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi puoi”.

Ci  era permesso di uscire muniti dell’ormai famosa autocertificazione, di cui tutti noi abbiamo cinque o sei fascicoli in macchina; solo a chi doveva andare a lavorare o fare la spesa era permesso di uscire, ma ci venne anche data la possibilità di andare a coltivare i campi; e da lì tutti gli italiani riscoprirono l’agricoltore che era in loro, riempiendo le strade di trattori.

A Giugno si aprirono i cancelli della libertà, perché il virus magicamente era scomparso, quindi tutti gli italiani andarono al mare, in discoteca, al ristorante, al bar a fare gli aperitivi con gli amici, non sapendo che anche il virus era andato al mare, era con loro anche al bar e al ristorante.
A Settembre, dopo una lunga vacanza, Covid-19 è tornato a casa insieme agli italiani.

Cominciava di nuovo la scuola, talmente tanto in sicurezza che dopo nemmeno un mese ci siamo ritrovati chiusi dentro casa.

Siccome la noia si faceva sentire, Conte decise di colorare l’Italia di giallo, rosso ed arancione.

A seconda del colore che veniva assegnato alle Regioni, venivano vietati alcuni comportamenti.
Gli italiani, oltre ad essere un popolo di santi, poeti e navigatori si riscoprirono anche finti corridori: in zona gialla  potevamo correre tranquillamente nel comune di residenza, in zona arancione intorno al proprio isolato, mentre in zona rossa – se non si faceva attenzione – si poteva essere multati anche sul tapis roulant.

Si avvicinava Natale, tutti noi non vedevamo l’ora di fare i regali, ma anche qui le Regioni colorate si volevano distinguere, quindi:  in zona gialla si poteva fare i regali in negozi al di fuori del proprio comune, in zona arancione solo all’interno del comune di residenza, mentre in zona rossa si sono incartati i regali del Natale precedente risparmiando la fatica di doverli neppure aprire.

Questo devo dire che per me è stato il primo Natale in cui sono stato veramente contento… di ricevere un pigiama con un biglietto di auguri con su scritto: “Buon DPCM e felice lockdown a te e famiglia!”

Attività didattica proposta

Umorismo: politica e pandemia oggi. Racconta, usando la tecnica dell’umorismo, un argomento a scelta tra i seguenti:

– l’attuale situazione politica italiana

– l’emergenza sanitaria in corso

– l’indeterminatezza delle modalità con cui si sosterrà l’Esame di Stato

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